Un pesce molto particolare

Ed eccoci finalmente nel suo regno: il ponte. Mi continua a dire che gli piace il fatto di rimanere sospeso per aria, più vicino al cielo, più alto delle strade così trafficate, e proprio sopra all’acqua. E poi mi ha anche detto che l’acqua è il bene più prezioso del mondo. E allora io mi sporgo dal ponte, la voglio vedere, voglio capire cosa sia questa acqua che osanna così tanto. La guardo, tutto felice, l’acqua del fiume che scorre sotto di noi. Ma ecco ci rimango male.

-Ah, è questa… la famosa acqua…-

-Ma come? Ma non sei felice? Ma guarda!-

-Ma è marrone, è sporca, sembra quasi terra.-

E il barbone si ferma un secondo. Non parla. Sta pensando: “Chiunque veda per la prima volta l’acqua dal ponte della città, chiunque veda per la prima volta l’acqua di un fiume nella sua vita, crede che sia marrone. Non sa com’era. Non saprà mai come sia veramente.”

Io insisto: -Mi hai parlato così tanto di questo ponte! Sono felice di essere qui. È vero, non mi aspettavo che fosse così l’acqua, però sto vedendo per la prima volta un pesce! –

Il barbone è entusiasta. Si sporge subito anche lui per vedere cosa stia indicando il dito del suo amico. Ma non vede nessun pesce. Allora gli chiede subito: – Ma che pesce? Ma cosa stai dicendo? –

E allora io ribatto con orgoglio: – Guarda che ho ascoltato tutti i tuoi insegnamenti. Ho preso nota. Ma come non lo vedi? Tu mi hai detto che nel fiume ci sono dei pesci, che sono dei piccoli esseri che stanno nell’acqua, e che si possono vedere dalla sua superficie. Quello allora è un pesce! –

Il barbone guarda disperato il fiume e capisce che quello che galleggia nell’acqua, e che ogni tanto sprofonda a causa della corrente, certo non è un pesce.

-Ma quella è una bottiglia di plastica.-

-È un tipo di pesce?-

-Ma certo che no, ma che domande.-

-E perché sta in mare come un pesce?-

“Bella domanda, davvero una bella domanda. Una domanda che lui si è riuscito a porre dopo solo qualche ora passata su questa Terra e noi, uomini, che ci viviamo da generazioni, forse, non ce lo siamo mai chiesto veramente.”

-L’ho visto ora, ma certo! Dovevo immaginare che il pesce fosse più piccolo, eccolo là, guarda che piccolo, che carino. Vieni, vieni!-

-Ma quello è…-

Ma poi pensa che: “No, non glielo dico. Come faccio a spiegargli cosa sia un cotton fioc? No, forse meglio lasciar perdere.”

-Guarda! Ce n’è un altro! E uno è lì. E guarda quelli sono spiaggiati, che carini che sono.-

-Ma figliolo guarda che…-

-Sì, sì lo so. Non è un pesce normale.-

-Esatto, non sapevo come dirtelo. Io, io ho cercato di farti capire ma non sai quanto sia difficile e poi mi vergogno. Sì mi vergogno così tanto e…-

-No, ma non ti devi vergognare, ho capito, è il pesce plastica! Lui non sta sotto l’acqua ma galleggia sopra.-

-Mmm… certo! Oh, ma certo! Hai ragione, hai ragione! Ma lo sai perché non galleggia? Perché quella non è la sua casa. Presto! Andiamo a salvarli, corri!-

E così un passante vede questo barbone, insieme ad un suo amico, correre lungo il fiume, e raccogliere tutta la plastica che vi era nei dintorni.

– Presto salviamola! – Perché ecco, il barbone proprio non se la sentiva di dire che la colpa fosse sua, dei suoi concittadini che gli offrono cibo e  sigarette, del sindaco, di quel passante che li sta guardando in malo modo dal ponte. E le urla continuano: – La stai salvando, presto mettila in quel baule così sta al sicuro.-  Ma il baule non è altro che un cestino della raccolta della plastica, e loro urlano felici di salvare tutti i rifiuti che trovano.

Il signore sul ponte se ne va via ridacchiando sotto i baffi: “Questi salvano la plastica…mah!” E allora il barbone urla: “Salviamo la plastica, è vero, ma in realtà stiamo salvando anche i suoi nipoti!”

L’uomo non si volta, e i due amici continuano a salvare il pesce plastica. E quindi, caro lettore e cara lettrice, se doveste mai vedere dei pesci plastica in difficoltà, seguite i consigli di questi due simpatici personaggi, lasciate stare le parole dei passanti, e andate ad aiutarli! Il nostro mondo ha bisogno di gente come loro e come te!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: