La grande storiella di Escucha Colombia

Se vi dico “Colombia” cosa vi viene in mente? Sì, lo immaginavo. Non di certo la musica e la cultura del posto. Nonostante gli accordi di pace del 2016, le guerriglie continuano, una nuova ondata di proteste agita il paese, si sta calcolando una nuova accelerazione del processo di deforestazione locale. Come afferma il giornale Repubblica, al confine tra le regioni di Antioquia e ChocĂł, avere il controllo del territorio significa avere a disposizione le piantagioni di coca e i corridoi del narcotraffico, oltre a ricavare risorse dalle estorsioni. https://www.repubblica.it/esteri/2021/09/15/news/continental_breakfast_lena_el_pais_colombia_nella_foresta_delle_mine_maledette-317786725/

Ma la Colombia non è solo questo, è molto altro. Per far emergere la sua vera anima, bisogna conoscerla, ascoltarla e migliorarla. Questo è quello che hanno in mente gli ideatori di quella che può essere considerata una vera e propria “missione” turistica. Sì, è proprio il caso di parlare di missione, per intendere l’iniziativa Escucha Colombia, un progetto di turismo comunitario nel cuore della Colombia. Zaino in spalla e conosciamo i nostri compagni di avventura, Andrea Zana, che avevo giĂ  intervistato, La grande storiella di una viaggiatrice autentica – Grandi Storielle 🖌️📚, e Joaquin Angulo.

Andrea Zana, di origine italiana, e Joaquin Angulo, di origine colombiana, frequentano il master alla Sorbona di Parigi in turismo internazionale. Insieme hanno ideato Escucha Colombia.

Vorrei partire dal titolo di questa spedizione turistica, perché l’ho trovato molto interessante. ESCUCHA: la scelta di questa parola vuole sottintendere un modo di fare turismo diverso, e non quello classico, un po’ invasivo e di consumo? COLOMBIA: ci spiegate la scelta non solo di questo paese ma soprattutto della regione molto particolare che sarà la meta del vostro viaggio?

Andrea Zana: Partiamo allora dalla Colombia, o ancor meglio dalla regione di Joaquin, Los Montes de Maria, che non vedo l’ora di conoscere dal vivo! Escucha perchĂ© lungo questo percorso, che abbiamo creato individuando degli attori locali in linea con la nostra filosofia, vi è un vero e proprio valore sociale e musicale. La gaitas è soltanto uno dei generi musicali tipici della Colombia, bastano soltanto alcune note per far venire voglia di viaggiare! E poi Escucha vuol intendere anche l’ascolto di quelle persone che spesso non hanno voce in capitolo nelle comunitĂ  rurali e che noi vogliamo aiutare attraverso il turismo comunitario. Ciò significa concepire il turismo come vettore di pace e scambio culturale. 

Vediamo allora le varie tappe del viaggio! Siamo curiosi!

Allora chiudiamo gli occhi e immaginiamo di sentire la musica, le onde del mare…

Il viaggio comincia a Cartagena, uno dei principali poli turistici del paese. Ci interessa per scoprire il lato nascosto della città, visitando alcuni quartieri meno turistici per far sì che ci sia un contatto ancor più stretto con la comunità locale al di fuori dei sentieri battuti.

Poi ci spostiamo verso l’interno del paese in due villaggi rurali: San Jacinto e Ovejas, la cittĂ  natale di Joaquin dove vive tutta la sua famiglia. Qui ci sarĂ  un focus particolare sulla musica del gaitas, infatti ogni anno vi è un festival nazionale di musica del gaitas che attira appassionati di musica da ogni angolo della Colombia.  

Possiamo dire che questa tappa mostra concretamente il vero senso della spedizione cioè quello di ascoltare la Colombia, di “Escucha Colombia”

A. Esatto! Anche perché per noi la musica è parte del patrimonio immateriale capace di unire le comunità del nord della Colombia che sono state per anni vittime dei conflitti armati legati alle Farc. (ndr. per Farc si intendono le forze armate rivoluzionarie della Colombia.) Vi è quindi un lavoro importante sull’immaginario del luogo. In primis con la popolazione locale per capire il passato che li caratterizza e preservarne la storia, ma poi anche con i turisti per far sì che conoscano e apprezzino le infinite bellezze e i paesaggi rurali di questa regione.

San Jacinto, invece, è un villaggio con una forte anima artigianale. Il nostro viaggio qui ci darĂ  l’occasione per incontrare gli artigiani del posto, costruire strumenti musicali con il loro aiuto e conoscere il loro savoir-faire nella produzione delle amache, simbolo di San Jacinto. 

Continuiamo poi al parco d’avventura Roca Madre per praticare vari sport outdoor come il trekking, la speleologia e il kayak. La prossima destinazione è la fattoria Altamira, dove scopriremo le varietĂ  di fauna e flora locali in un vero paradiso naturale. 

L’ultima tappa è Rincon del Mar. Un’oasi di pace per godersi un po’ i colori magici dei Caraibi. Qui potremmo fare dei tour in mezzo alla mangrovia per conoscere l’ecosistema del bosco secco tropicale, partecipare a lezioni di yoga o fare snorkeling nelle acque cristalline.

Quindi questa spedizione diventa sinonimo non solo di turismo sostenibile ma anche, e forse soprattutto, di turismo comunitario perchĂ© si basa su un’idea di fondo che prevede la convivenza con una comunitĂ . L’idea di vivere con loro.

A. Esatto. L’intera offerta turistica è pensata interamente in stretta collaborazione con la comunitĂ  locale. Si incontra la comunitĂ  e si capisce chi voglia cominciare a lavorare nel turismo (come guide, cuochi o autisti per esempio), quali siano i migliori periodi per visitare la zona, le esperienze da proporre ai viaggiatori, i prezzi giusti da fissare…

Possiamo dire che diventa un viaggio con un doppio profitto, sia per il turista che per i locals. Immagino che la regione non abbia molti turisti e sarebbe quindi un modo per riqualificarla. Rispetto alla capitale, per esempio, vi sono meno turisti?

A. Praticamente nessuno. Anche per questo ci interessa questa zona, che noi crediamo avere una grande potenzialitĂ . Ci permette di lavorare da zero su tutti i vari ambiti: da quello economico per aiutare l’economia locale e l’inserimento sociale, a quello ambientale con una certa sensibilizzazione dei turisti e degli abitanti sul riciclaggio, le risorse idriche, passando per la dimensione sociale, attraverso la valorizzazione della cultura e delle tradizioni.  

Certo, è un’idea con profitti che vanno dal sociale, all’economico, fino a quello ambientale. E vorrei soffermarmi su questo punto. Una delle tappe principali del vostro viaggio prevede l’esplorazione dell’area della regione maggiormente colpita dalla deforestazione a causa dei conflitti armati. Mi sembra di intravedere in questa scelta anche un invito a viaggiare in maniera diversa ed ecosostenibile. Mi fa molto piacere fare questa intervista proprio oggi, 29 luglio 2021, che è l’Earth Overshoot day, il giorno in cui in tutto il mondo abbiamo esaurito le risorse che la Terra può autoprodurre in un anno. Questa spedizione vuole essere un incentivo per pensare al viaggio in maniera diversa, viaggiando nel rispetto di una crisi che è ormai evidente in tutto il mondo?

A. Sicuramente. Il settore turistico conta per circa l’8% delle emissioni carbone totali nel mondo e il turismo responsabile inteso come eco-turismo, volunteering etc… resta l’1% del settore. Questo significa che c’é ancora tanto lavoro da fare. Pensiamo che la crisi sanitaria con la quale ci siamo dovuti confrontare, abbia aiutato a riflettere molto su quali siano i benefici del viaggio concepito in maniera consapevole. Escucha Colombia, per esempio, ha una missione ecologica precisa: le emissioni legate al trasporto aereo e stradale sono compensate con dei finanziamenti a vari progetti sul posto, non solo di riforestazione ma anche di educazione, salute e cultura. E l’intero prezzo del viaggio si basa proprio su questo principio.

Ormai sono talmente evidenti gli effetti di questa crisi mondiale, che ho trovato molto importante la vostra scelta di sensibilizzare i turisti attraverso “missioni” sul campo. In questo modo, si ha la possibilità di toccare con mano il problema, portando in auge un nuovo modo di viaggiare, attraverso il turismo responsabile. E allora, visto che vogliamo diventare turisti responsabili anche noi da casa, come possiamo aiutarvi?

A. Manca ancora un po’ di tempo prima di potervi dire ’’Venite in Colombia insieme ad Escucha Colombia!’’. Ma per ora abbiamo lanciato un crawdfunding in collaborazione con GlobeDreamers, una piattaforma che finanzia viaggi ad alto valore sociale in varie parti del mondo. Per tutti coloro che vorranno aiutarci, si possono fare delle piccole donazioni ed è spiegata in dettaglio ogni tappa del progetto. Il crawdfunding ci serve per il nostro viaggio in Colombia ad inizio dicembre dove andremo all’incontro degli attori che abbiamo individuato (associazioni, ostelli, guide…) che si impegnano in maniera particolare a preservare l’habitat naturale e le comunità nella regione de Los Montes de Maria.

Ovviamente seguiteci sui social perché vi porteremo in viaggio insieme a noi condividendo foto, video e storie che vi trasporteranno lontano! Dopo questi 15 giorni per testare l’itinerario, l’idea è di stare qualche mese laggiù per vivere una vera immersione, per creare delle connessioni e per arricchirsi umanamente. Questo è per noi un augurio per poter costruire un modello di turismo diverso, migliore, più rispettoso.

Vorrei concludere con due domande più personali. Non so se Joaquin se la senta di rispondere in italiano, ma in ogni caso scegli tu come preferisci! La bellezza di Grandi Storielle è anche data dal fatto di essere composta da diverse lingue, quindi vai pure a tuo piacimento! Cosa significa per te non solo tornare in Colombia, ma tornarci con questo progetto: tornare quindi arricchito ma anche capace di arricchire il tuo paese.

J. Rispondo in spagnolo. Nuestro objetivo es lo de ayudar a las comunidades de esta región, de darles un mejor futuro después de los terrores de las guerras. Y ahora el proyecto empieza a prender forma y estoy muy contento de poder aportar algo de positivo a mi sociedad de origen. Eso es posible también gracias a la Francia y a Andrea que tanto me ha ayudado.

Il nostro obiettivo sin dall’inizio era quello di aiutare le comunità locali in questa regione, di dar loro una seconda possibilità dopo il terrore della guerra. E ora mi rendo conto che piano piano il progetto prende forma, mi rende così felice saper di poter apportare qualcosa di positivo nella mia società di origine, anche grazie alla Francia, grazie ad Andrea che mi ha fatto crescere tanto.

C. Bene, anzi gracias! E invece Andrea, sai che mi piace molto la definizione che hai dato a te stessa e anche al tuo blog, “authentic traveland”, un’autentica viaggiatrice. Ti volevo chiedere perché per te questo è da considerarsi come un viaggio autentico.

A. Un viaggio autentico, forse il più autentico di tutti perché si tratta di fare qualcosa di grande, qualcosa di bello, di andare incontro alla comunità locale vivendo insieme a loro, portando qualcosa che viene dal cuore. Inoltre mi sto sognando questo viaggio da quando abbiamo avuto i primi spunti sul progetto: leggo libri, guardo film, è come se lo stessi preparando da tempo… Viaggiare in maniera autentica significa entrare in punta di piedi in una destinazione, capirne le dinamiche, le abitudini. Ed è bello pensare che un giorno potremo proporre ai viaggiatori che amano questo tipo di esperienze di viaggiare insieme a noi.

PerchĂ© tutto questo ha importanza? PerchĂ© partire da qui, per arrivare ai villaggi sperduti della Colombia? PerchĂ© bisogna creare, progettare, sognare in grande per cambiare le cose. Vogliamo vedere qualche dato interessante? Secondo il WWF, negli ultimi 30 anni abbiamo perso in media una superficie di foresta tropicale pari a 12.000 kmq all’anno, con qualche picco di 28.000kmq.

Ecco perchĂ© bisogna ringraziare Andrea e Jaoquin. PerchĂ© da una piccola idea può nascere qualcosa di grande, e questo è solo l’incipit della storia. E quando ci rifaranno quella stessa domanda: “Se vi dico ”Colombia”, cosa vi viene in mente?” Noi sapremo raccontarla in un modo nuovo, perchĂ© grazie ad Escucha Colombia, avremo imparato ad ascoltarla.

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