Gloria e Jacopo si sono incontrati diverse volte nel corso della loro vita.
2 maggio 1988
In un bar che fa angolo, nella loro città, c’è un evento. È la presentazione di un nuovo romanzo. Barbara, la cameriera del locale, ha implorato la sua amica Gloria di venire. Teme, infatti, che non verrà molta gente, dato il poco preavviso da parte dell’autore del libro. Jacopo, invece, un tipo piuttosto ostile alla lettura, ci era incappato per caso. Data la poca affluenza, non aveva capito che vi fosse un evento in corso, e, con la sua imperturbabile puntualità, era entrato per prendere il suo solito caffè delle cinque del pomeriggio. All’ingresso, si era accorto della reale situazione e si era vergognato di aver interrotto la presentazione. L’autore, convinto o forse semplicemente speranzoso di trovare un’altra persona interessata al suo lavoro, oltre al limitato pubblico in sala, lo invita ad accomodarsi. A questo punto della storia, Jacopo sorseggia il suo caffè, di fianco a Gloria, che beve, invece, un bicchiere di vino. I due non si degnano di uno sguardo.
12 agosto 1995
Jacopo si sposa. Si sposa di sabato, come avevano fatto i suoi genitori. La cerimonia rimane molto intima. La promessa sposa, Bianca, si presenta all’altare con un vestito lungo, a strascico. I capelli sono raccolti e tra i boccoli sbucano delle margherite, il loro fiore preferito. Jacopo, nel giorno più bello della sua vita, non può sapere che all’ultimo banco, vicino ad una delle colonne portanti della chiesa, ci sia seduta Gloria.
9 luglio 2006
Finale dei mondiali di calcio. L’Italia batte la Francia ai rigori. Nella piazza della città, i maxischermi si ergono sul popolo vestito di azzurro. Si piange di gioia, si balla, si canta e si festeggia tutti insieme. Mentre Jacopo tiene sulle spalle suo figlio, Luca, che esulta e sventola la bandiera tricolore; Gloria, sulla sua macchina gremita di ragazzi e ragazze, suona il clacson e canta l’inno a squarciagola.
Oggi
Al terminal 2 dell’aeroporto, diversi passeggeri si lamentano del ritardo dell’aereo. Sarà un viaggio lungo: dal Brasile all’Italia. Anche Jacopo è in ritardo. Ha perso tempo litigando con un taxista. Gloria, invece, aspetta pazientemente su una sedia, vicino al gate segnato sul suo biglietto. Con lei ha solo una valigia. Tra le mani, invece, tiene i biglietti aerei e una busta. Sulla sua copertina c’è scritto in stampatello maiuscolo: RICORDI. Sullo schermo del monitor, appeso sulla parete grigia, spunta la scritta -On boarding-. Gloria si alza e si incolonna lungo il corridoio che la porterà, dopo vent’anni, fuori dall’ America del Sud. Jacopo arriva per ultimo. Riesce comunque ancora a spazientirsi per la coda troppo lenta e per il wi-fi dell’aeroporto che non funziona abbastanza bene. Alla fine, nell’aereo, Gloria e Jacopo sono seduti vicini. Jacopo borbotta, si allenta la cravatta, si sistema e solo dopo qualche minuto la nota. Gloria ha aperto la sua busta e sta guardando i bigliettini e i ricordi della sua lunga missione in Brasile. C’è lo scontrino del primo pranzo, il giorno in cui era arrivata. Ci sono le foto dei primi bambini venuti alle sue lezioni, delle famiglie che l’hanno accolta. Visi sorridenti, sempre, con le favelas alle spalle. In una foto, Gloria gioca a calcio ed esulta al suo stesso goal. Jacopo tiene lo sguardo fisso in avanti, ma gli occhi sembrano come allungarsi per vedere tutto quel contenuto prezioso. Gloria se ne accorge e gli allunga qualche immagine. Gli spiega qualche ricordo, qualche momento. Ed è così che Jacopo scoppia a piangere, pensando a suo figlio Luca, che non vede da tempo dopo il divorzio con sua moglie Bianca, e le lunghe trasferte di lavoro. E si confessa, perché si sente protetto da questa suora, che si chiama Gloria, e che non sa di aver già incontrato altre tre volte nella sua vita.
The sky: a meeting place
Gloria and Jacopo met several times during their lives.



